Pensieri oziosi. 1

Notizie apprese ascoltando la puntata di ieri, 18 marzo, di Leonardo.
La sospensione delle attività produttive a causa del coronavirus sta comportando una significativa riduzione dell’inquinamento atmosferico: le immagini a falsi colori riprese dai satelliti non lascerebbero spazio ad alcun dubbio.
Marshall Burke, economista delle risorse ambientali a Stanford, sostiene che i due mesi di fermo a cui è stata costretta la Cina avrebbe salvato la vita di 4.000 bambini e 73.000 anziani con patologie pregresse, al contrario il COVID-19 di vittime ne ha provocate “solo” 3500.
Visto che ogni anno nel mondo 8 milioni i morti sono attribuiti all’inquinamento, alla fine di questa storia – a dire di Alessia Mari autrice del servizio – scopriremo probabilmente che le vite risparmiate dalla riduzione dell’inquinamento saranno state assai di più di quelle perse a causa del virus.
Dubbio, mio: ma, se i decessi per inquinamento (come peraltro i morti sulla strada e quelli sul lavoro) sono considerati l’inevitabile prezzo che siamo tutti chiamati a pagare in nome dell’economia e dello sviluppo, non è che Boris Johnson non aveva poi tutti i torti a sostenere l’antieconomicità delle misure necessarie a bloccare il virus? Muoiano pure quelli che devono morire e gli altri se la godano: non è così che va il mondo?

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