Pensieri oziosi. 4

Intervistato da Daniele Cerrato (TGR Leonardo, puntata di oggi 21 aprile) Piero di Lorenzo dell’IRBM di Pomezia ha sostenuto che, quando sarà pronto, il vaccino per il COVID-19 non potrà essere prodotto in più di 200 milioni di dosi all’anno: è questa la capacità produttiva mondiale.
Solo per vaccinare gli abitanti dell’Europa ci vorranno più di 3 anni.
Non sarà il vaccino dunque a consentirci di tornare alla “normalità”.
Devo supporre che tutte le nostre speranze di tornare alla “vita di prima” (che nonostante il riscaldamento globale, i roghi in ogni parte del globo, le guerre, i profughi, gli sbarchi, lo sfruttamento para-schiavistico della forza lavoro ormai costitutiva delle realtà produttiva anche nel civilizzato Occidente, ecc. ecc., abbiamo scoperto di amare più di ogni altra cosa) si riverseranno a questo punto su app, microchip e sistemi di tracciamento; immagino anche che, come suggeriscono già eminenti architetti e urbanisti, le città e i luoghi pubblici dovranno essere ridisegnati; perfino gli appartamenti dovranno esserlo (per chi potrà permetterselo, naturalmente), non foss’altro per rendere minimamente agevoli smartworking e lezioni a distanza che resteranno a tempo indeterminato. E immagino di dover considerare tutto questo un prezzo ragionevole da pagare per tornare felice alla vita di prima.

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