Perle, 2. Make Love, not Peace.

Mi imbatto in questa notizia: nel 1994 un laboratorio di ricerca dell’US Air Force, il Wright Laboratories in Ohio, chiese un finanziamento per 7,5 milioni di dollari per sviluppare ordigni bellici di nuova concezione. Fra questi erano contemplati gas capaci di indurre alitosi durevoli e pestilenziali, spray che avrebbero dovuto attirare sciami di vespe inferocite o orde di ratti arrabbiati, sostanze volatili atte a rendere la pelle estremamente sensibile alla luce del sole provocando dolorose scottature. Ma l’arma su cui i ricercatori sembravano concentrare le loro maggiori aspettative era una bomba ai feromoni: soprannominata in seguito “Gay Bomb”, lanciata sui nemici avrebbe dovuto spingerli a frenetici atti di fornicazione omosessuale distogliendoli da ogni azioni guerresca rendendoli inermi e alla mercé di truppe dotate di adeguate maschere protettive.

Nel 2007 dopo che la richiesta di finanziamento fu resa pubblica a seguito di una richiesta presentata dallo Sunshine Group (industrie chimiche) ai sensi del Freedom of Information Act (F.O.I.A. , vabbè!) ai responsabili del Wright Laboratoris fu assegnato l’IgNobel. (Quell’anno gli altri premi furono assegnati a una ricerca sugli effetti del jet-lag sui criceti e a uno studio su ciò che succede nello stomaco di un mangiatore di spade)

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