Pensieri oziosi. 6 (Il 1° maggio secondo Molinari)

Sunto del secondo editoriale di Maurizio Molinari da direttore di Repubblica.
Dopo la strage del 25 marzo 1911 (quella del Triangle Shirtwaist Factory che viene ricordata con la Giornata della donna) è iniziata una fase di “dominio della consapevolezza” che ha portato la società democratica a superare le brutalità della rivoluzione industriale e a costruire – in una sola generazione! – quelle “protezioni sociali, che pure nelle loro imperfezioni, definiscono lo Stato di Diritto”. Oggi però purtroppo, mentre la rivoluzione industriale volge al termine ed è in atto un “delicato” processo di trasformazione dovuta alle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale, un virus crudele rende questo processo ancor più drammatico creando disoccupazione e discriminazione. Ma abbiate fiducia: la società democratica trionferà ancora una volta grazie alla stessa determinazione con cui Rose Freedman, sopravvissuta all’incendio che viene ricordato l’8 marzo, si batté fino all’età di 107 anni perché quella tragedia non fosse dimenticata.

Commento. Cancellato ogni seppur vago accenno alla lotta di classe, ridotta così la società a una sola e indistinta classe media (target di riferimento della nuova direzione di Repubblica), innominato il Capitalismo che da modo di produzione diventa sinonimo di Democrazia, la Storia finisce per essere un campo fiorito da percorrere con fiducia nonostante qualche occasionale e inevitabile merda di vacca. 

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