Pensieri oziosi . 10

(Dove si scrive di Giorgio Armani e della sacralità della vacca)

Quando la vacca sia diventata sacra in India nessuno sa dirlo con precisione. Quello che con certezza sappiamo è che i conquistatori ariani e i loro bramini (la loro casta sacerdotale) hanno macellato bovini e qualunque altro animale divorandoli con gran gusto per almeno un millennio.
Poi, più o meno all’inizio del VI secolo a.C., le classi dominanti ariane si convertirono al vegetarianesimo: sotto la pressione di nuove religioni riformatrici (Buddhismo e Giainismo) anche i ricchi indù rinunciarono alla carne: non avevano altra scelta se volevano conservare il potere e non essere sopraffatti dalle proteste e dalle rivolte dei ceti più poveri : l’allevamento intensivo aveva provocato una catastrofe ecologica e non era più sostenibile (cfr.: Marvin Harris, “Cannibali e re”).
Qualche giorno fa Giorgio Armani ha denunciato l’immoralità del sistema moda: “Non ha senso che una mia giacca, o un mio tailleur vivano in negozio per tre settimane, diventino immediatamente obsoleti, e vengano sostituiti da merce nuova, che non è poi troppo diversa da quella che l’ha preceduta (…) Basta con le sfilate in tutto il mondo, fatte tramite i viaggi che inquinano. Basta con gli sprechi di denaro per gli show, sono solo pennellate di smalto apposte sopra il nulla. Il momento che stiamo attraversando è turbolento, ma ci offre la possibilità, unica davvero, di aggiustare quello che non va, di togliere il superfluo, di ritrovare una dimensione più umana…”

A volte penso che i rapporti fra struttura e sovrastruttura siano noiosamente ripetitivi.

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