Pensieri oziosi. 11

Le strabilianti simmetrie di Molinari, ovvero come Repubblica immagina l’Italia post-coronavirus.

Domenica. Prima pagina di Repubblica: in taglio alto, sotto l’apertura sul progetto di Del Vecchio di riportare Mediobanca a essere il “salotto buono” della finanza (progetto che merita anche le successive due pagine traboccanti di elogi e soddisfazione), singolare accostamento fra i riot americani e un centinaio di folcloristici manifestanti nostrani che, in arancione, mentre invocano il diritto a non portare la mascherina vengono definiti “negazionisti di destra” (come a dire: “ce ne sono anche a sinistra”). A completare il pastone narrativo il catenaccio: “Intervista a Bonomi: la politica fa peggio del virus”.
Le ragioni della prima pagina trovano spiegazione nella tesi esposta nell’editoriale: la crisi economica generata dall’epidemia porterà inevitabilmente scontento sociale e con quello violenza, la rabbia per la morte di George Floyd è stata solo il fattore scatenante e la violenza rischia di esplodere in tutto l’Occidente. A sostegno della tesi viene, a pagina 8, reclutato anche uno smarrito Marc Lazar che alla domanda “ci potrebbero essere violenze anche nelle banlieue parigine?” non può non rispondere “non si può escludere”. Ergo, di fronte ai rischi simmetrici e contrapposti del sovranismo bianco e del nazionalismo nero e degli “analoghi” fenomeni europei, serve far ripartire l’economia. E i sindacati la smettano con le loro rivendicazioni e basta anche con questo governo che vuole destinare troppi soldi ai bisogni sociali invece che finanziare le imprese. Landini ha commentato: “vogliono far tornare l’Italia indietro di vent’anni”. Forse qualcosa in più.

(Oggi il sondaggio di Ilvo Diamanti certifica che “L’emergenza giustifica uno stop alla democrazia per 4 italiani su dieci”: nel testo si parla dell’emergenza coronavirus, ma il contesto è “l’onda nera” cioè la manifestazione organizzata dalla destra per il 2 giugno.)

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