Archivi categoria: Uncategorized

Perle, 3. L’anello

Ad Efeso, sconfitto Nestorio, prevalsero le tesi di Cirillo, gran persecutore di ebrei e pagani, distruttore del Serapeo di Alessandria e della sua biblioteca, assassino di Ipazia e padre della Chiesa. Fu così definitivamente stabilita l’indissolubilità della natura umana e divina di Cristo e furono così create le premesse per accese e secolari discussioni intorno alla natura e al destino di ciò che dal corpo divino del Figlio era stato espulso o scartato, cosa che che provocò, com’è facile immaginare, non pochi imbarazzi in seno alla Chiesa. Il Santissimo Prepuzio di Nostro Signore in particolare – di cui un migliaio di anni dopo si arrivarono a contare così tanti esemplari da indurre Giovanni Calvino a interrogarsi sulle dimensioni del membro da cui provenivano – fu per secoli reliquia straordinariamente ambita e di grande venerazione per via dalle immaginabili proprietà che le venivano attribuite, fino a quando non fu derubricata a “curiosità irriverente” dal Concilio Vaticano II.

Prima di arrivare a questa conclusione uno dei tentativi più brillanti di alleviare gli imbarazzi ecclesiali fu quello di Leone Allacci, custode della Biblioteca Vaticana che, conformemente alla convinzione secondo cui tutto ciò che Cristo aveva lasciato sulla Terra doveva necessariamente essere ascesa al Cielo al momento della Resurrezione, propose la teoria secondo cui il lacerto di pelle era anch’esso salito oltre le nuvole e poi ancora più su nello spazio fino all’estremo Saturno, ma raggiuntolo, frenato verosimilmente dalla sua natura di vestigia di cerimonia ebraica, non aveva potuto andare oltre e ne era così diventato quell’anello che solo pochi decenni prima era stato scoperto da Galileo.

Pensieri oziosi. 11

Le strabilianti simmetrie di Molinari, ovvero come Repubblica immagina l’Italia post-coronavirus.

Domenica. Prima pagina di Repubblica: in taglio alto, sotto l’apertura sul progetto di Del Vecchio di riportare Mediobanca a essere il “salotto buono” della finanza (progetto che merita anche le successive due pagine traboccanti di elogi e soddisfazione), singolare accostamento fra i riot americani e un centinaio di folcloristici manifestanti nostrani che, in arancione, mentre invocano il diritto a non portare la mascherina vengono definiti “negazionisti di destra” (come a dire: “ce ne sono anche a sinistra”). A completare il pastone narrativo il catenaccio: “Intervista a Bonomi: la politica fa peggio del virus”.
Le ragioni della prima pagina trovano spiegazione nella tesi esposta nell’editoriale: la crisi economica generata dall’epidemia porterà inevitabilmente scontento sociale e con quello violenza, la rabbia per la morte di George Floyd è stata solo il fattore scatenante e la violenza rischia di esplodere in tutto l’Occidente. A sostegno della tesi viene, a pagina 8, reclutato anche uno smarrito Marc Lazar che alla domanda “ci potrebbero essere violenze anche nelle banlieue parigine?” non può non rispondere “non si può escludere”. Ergo, di fronte ai rischi simmetrici e contrapposti del sovranismo bianco e del nazionalismo nero e degli “analoghi” fenomeni europei, serve far ripartire l’economia. E i sindacati la smettano con le loro rivendicazioni e basta anche con questo governo che vuole destinare troppi soldi ai bisogni sociali invece che finanziare le imprese. Landini ha commentato: “vogliono far tornare l’Italia indietro di vent’anni”. Forse qualcosa in più.

(Oggi il sondaggio di Ilvo Diamanti certifica che “L’emergenza giustifica uno stop alla democrazia per 4 italiani su dieci”: nel testo si parla dell’emergenza coronavirus, ma il contesto è “l’onda nera” cioè la manifestazione organizzata dalla destra per il 2 giugno.)

Pensieri oziosi . 10

(Dove si scrive di Giorgio Armani e della sacralità della vacca)

Quando la vacca sia diventata sacra in India nessuno sa dirlo con precisione. Quello che con certezza sappiamo è che i conquistatori ariani e i loro bramini (la loro casta sacerdotale) hanno macellato bovini e qualunque altro animale divorandoli con gran gusto per almeno un millennio.
Poi, più o meno all’inizio del VI secolo a.C., le classi dominanti ariane si convertirono al vegetarianesimo: sotto la pressione di nuove religioni riformatrici (Buddhismo e Giainismo) anche i ricchi indù rinunciarono alla carne: non avevano altra scelta se volevano conservare il potere e non essere sopraffatti dalle proteste e dalle rivolte dei ceti più poveri : l’allevamento intensivo aveva provocato una catastrofe ecologica e non era più sostenibile (cfr.: Marvin Harris, “Cannibali e re”).
Qualche giorno fa Giorgio Armani ha denunciato l’immoralità del sistema moda: “Non ha senso che una mia giacca, o un mio tailleur vivano in negozio per tre settimane, diventino immediatamente obsoleti, e vengano sostituiti da merce nuova, che non è poi troppo diversa da quella che l’ha preceduta (…) Basta con le sfilate in tutto il mondo, fatte tramite i viaggi che inquinano. Basta con gli sprechi di denaro per gli show, sono solo pennellate di smalto apposte sopra il nulla. Il momento che stiamo attraversando è turbolento, ma ci offre la possibilità, unica davvero, di aggiustare quello che non va, di togliere il superfluo, di ritrovare una dimensione più umana…”

A volte penso che i rapporti fra struttura e sovrastruttura siano noiosamente ripetitivi.